Forza trans, gay e Sky: ma ai single chi ci pensa?

Le tendenze moda per questa stagione vedono l’omosessualità regina delle discussioni popolari. Ispirazioni gay di vario sapore arrivano da ogni dove e tutti desiderano indossare i diritti sessuali degli altri. Finanche il gusto per il capitalismo sembra colorarsi di nuove nuance sulla passerella DS in difesa dei diritti di Sky.
Ma tra tanti diritti da difendere, tutti peraltro sacrosanti, c’è qualcuno che difende quello dei single? Non vorrei farne una questione numerica, quando si parla di ragioni giuste lo sono a prescindere dalla quantità.
Tuttavia ritengo che i single siano un numero maggiore dei gay, degli abbonati Sky e di tutti i transessuali messi assieme. Rappresentano il 42% della forza lavoro, il 40% degli acquirenti di case, il 35% dei votanti e, non da ultimo, uno dei più potenti gruppi di consumatori.
Da oltre dieci anni, gli Stati Uniti si occupano anche dei single, ad esempio con benefici sociali per la tutela dei meno abbienti.
In Italia per avere un sussidio, un alloggio o altri aiuti statali, devi essere sposato con prole oppure avere un piede nella fossa. Eppure le tasse le paghiamo e in proporzione alle famiglie, la vita di un single costa molto di più.
Sempre in Italia, quando un single vuole mangiare dei tortellini, considerando che le confezioni in vendita partono da due porzioni (se si è fortunati), o invita qualcuno, o mangia tortellini per un paio di giorni, oppure se ne frega della linea e si strafoga una maxi porzione.
I single sono trasversali, sono gay, trans, abbonati a Sky ecc. Per questo voglio rivolgere un appello a tutte le minoranze che si trovano sotto i riflettori - «date un po’ di voce anche a noi nella sacrosanta battaglia per la difesa dei diritti».
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